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Tecnica...

Veniamo ora alla spiegazione della tecnica utilizzata per questa nobile arte, è naturale che per prima cosa si debbano conoscere sommariamente le dinamiche fisiche di un veicolo, capendone i trasferimenti di carico infatti è possibile sfruttarli a proprio vantaggio e non esserne sopraffatti.
Banalmente è fondamentale mettere a fuoco che accelerando trasferiamo peso all'asse posteriore, frenando a quello anteriore, curvando a destra sarà il lato sinistro della vettura a caricarsi, viceversa curvando a sinistra, è ovvio che la combinazione delle azioni comporta un interazione dei vari trasferimenti, è pertanto verosimile che nelle normali condizioni di guida ogni ruota subisca forze che la scaricano o la caricano nei confronti dell'asfalto diversamente dalle altre.
I veicoli utilizzati per il nostro scopo sono generalmente automobili di buona potenza, più sono leggere e più facile sarà controllarle, con la trazione sulle ruote posteriori e dotate di differenziale autobloccante ad azione meccanica. Negli ultimi tempi e specialmente in europa, dove la diffusione di vetture idonee è limitata, si cerca di utilizzare anche vetture a trazione anteriore o integrale che, tuttavia per loro naturale impostazione sono meno spettacolari e fluide, ed a volte più ostiche. Per ora tratteremo i concetti "storici" del drifting, applicandoli alla vettura a trazione posteriore.

Nel drifting sono universalmente individuati 6 metodi principali per far perdere aderenza al treno posteriore:
1) utilizzo del freno a mano
2) il blocco del ponte utilizzando il cambio
3) il sovrasterzo di potenza
4) la frenata
5) la brusca decelerazione
6) il pendolo

1
Il primo caso probabilmente è stato provato da tutti coloro che hanno guidato un auto, è irresistibile infatti o quasi il richiamo di quella leva per scoprire quali sono i suoi effetti durante la marcia.
Per far perdere aderenza all'asse posteriore della vettura, ci si approssima alla curva, e mentre si frena per effettuarne l'ingresso, si inizia a curvare il volante e contemporaneamente si dà un colpo secco deciso al freno a mano, tenendo schiacciata la frizione. Le ruote posteriori per un attimo si bloccheranno o comunque rallenteranno la loro velocità relativa all'asfalto in modo repentino, la coda della vettura già scarica per effetto della frenata comincerà ad allargare verso l'esterno curva in virtù della sterzata, in quel istante, utilizzando e affinando successivamente la propria sensibilità si andrà più o meno gradualmente a controsterzare riaprendo contemporaneamente il gas. Se tutto è stato eseguito correttamente, la vettura si esibirà in una sinuosa derapata posteriore al limite del testacoda.

2
Il blocco del ponte utilizzando il cambio è un diretto discendente del caso precedente, è possibile infatti indurre un repentino rallentamento del treno posteriore, arrivando anche al bloccaggio delle ruote, utilizzando semplicemente il cambio. La velocità di ingresso curva deve essere leggermente più elevata che nel primo caso, avendo l'accortezza di arrivare in curva con un rapporto corretto ma sufficientemente elevato, per esempio passando da quarta a terza. Durante la frenata si avrà l'accortezza di inserire il rapporto inferiore senza effettuare alcun punta-tacco di accompagnamento del motore, non appena si comincerà a svoltare si rilascerà bruscamente la frizione per schiacciare subito dopo a fondo il gas. In questo modo otterremo un istantaneo bloccaggio delle ruote dovuto alla grande differenza di velocità tra il treno e i giri del motore, riaprendo tuttavia il gas avremo anche però una marcia sufficientemente in tiro per far pattinare le ruote con decisione.
L'effetto finale riprodurrà più o meno fedelmente quello del caso precedente.

3
Forse il più tipico metodo per far derapare una trazione posteriore pura e potente.
Ci si approssima alla curva frenando, si caricano le ruote anteriori e svoltando la macchina corica sul lato esterno, a questo punto individuata la corda si anticipa il gas, diversamente a ciò che si farebbe per "fare il tempo", invece di dosarlo per mantenere la vettura in linea, si osa affondandolo completamente, se avremo sufficiente potenza la vettura partirà velocemente in derapata con il treno posteriore, solo a quel punto controsterzando si utilizzerà la propria sensibilità per tornare a dosare il gas al limite del testacoda. Con vetture dalla scarsa potenza, si dovrà insistere accentuando il trasferimento di carico in frenata e sterzando più decisamente per indurre la perdita di aderenza posteriore aiutando il motore a far pattinare le ruote.

4
Sembrerà incredibile ma anche frenando otterremo un sovrasterzo dell'auto, infatti con vetture dal peso concentrato sull'asse posteriore, come per esempio le macchine a motore posteriore o centrale, la frenata, brusca, durante l'inserimento in curva scompensa in modo così elevato i carichi da indurre in sequenza, un alleggerimento del treno posteriore rispetto al terreno ed un effetto "perno" sull'asse anteriore tale da indurre un imbardata più o meno accentuata a seconda della velocità e della quantità di sterzata. Non appena perdiamo aderenza riprenderemo il gas fluidificando la sbandata con la collaborazione del controsterzo.

5
Come il blocco del ponte mediante il cambio stava al freno a mano, così la brusca decelerazione sta alla frenata. Possiamo infatti utilizzare questo metodo con vetture dal buon freno motore, con buona velocità di percorrenza. La velocità infatti provocherà un coricamento laterale più elevato, il rilascio brusco dell'acceleratore, sterzando, provocherà una coppia negativa al treno posteriore tale da fargli perdere aderenza più o meno decisamente.
In questo caso, a seconda della velocità di percorrenza manterremo il gas, telegrafandolo, in modo da provocare continue piccole perdite di aderenza che accompagneranno tutta la della curva mentre noi controsterzeremo più o meno abbondantemente.

6
Il pendolo è un metodo fortemente usato dai rallysti su fondi a scarsa aderenza, ne traiamo vantaggio con buona velocità approssimandoci alla curva sterzando decisamente verso la parte opposta alla svolta mentre freniamo, poi di colpo togliendo il piede dal freno, sterzando dalla parte corretta e riprendendo la frenata se necessario. In questo modo la vettura coricata sulla parte interna alla curva riceverà una reazione delle sospensioni che accentuerà il coricamento dalla parte corretta, come una "fionda"

Viste ora le varie tecniche principali, sarà poi facile eseguirle una ad una per renderci confidenti con le stesse e arrivare poi a combinarle, in base al tipo di vettura, al fondo stradale, ai pneumatici utilizzati, al tipo di curva.
È necessario tenere ben presente che per fare drifting, si deve sviluppare una sostanziale velocità di reazione in primis delle proprie capacità fisiche, e l'esperienza gioca un ruolo fondamentale.

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