|
Prima
gara e primo podio
I
Drift Dancers si aggiudicano il terzo posto alla prima gara italiana
di drifting
La
prima competizione di drifting in Italia si è svolta ad Adria
il 26 e 27 febbraio. All'arrivo dei nostri, sabato mattina, un pallido
sole e una temperatura glaciale accolgono i partecipanti e gli accompagnatori.
Esaurite le formalità per la registrazione, fervono i preparativi
per le vetture. Niente di trascendentale; le gomme posteriori vengono
sostituite con altre accuratamente selezionate tra gli scarti di
alcuni gommisti e poco altro. Il sopralluogo in pista fa subito
sorgere le prime preoccupazioni. La curva prescelta per la prova
è la prima in fondo al rettilineo di partenza. Un lungo tornante
che comincia con una svolta secca per poi aprirsi progressivamente.
Logica deduzione, poi confermata dalla pratica, è che le
vetture più potenti saranno decisamente avvantaggiate. Potranno
infatti sfruttare i cavalli per proseguire la derapata fino alla
fine. Con vetture meno performanti, invece, la bassa velocità
di ingresso difficilmente fornirà il giusto slancio per un
lungo controsterzo.
Il
nostro parco auto, Mazda MX-5, Toyota MR2 e BMW 323, non è
certo l'ideale e nelle nostre condizioni si trovano molti altri
concorrenti.
|
|
Adria presenta almeno altre due curve più adatte allo scopo,
tra l'altro in sequenza, ma tant'è
bisogna adeguarsi.
Forse
gli organizzatori si aspettavano un parco auto alla giapponese;
ma da noi le Supra e le Skyline non sono così diffuse!
La
gara parte all'insaputa di pubblico e protagonisti.
Lo
speaker, non ce ne voglia visto lo spirito costruttivo che ci
muove, è stato infatti la nota più negativa della
manifestazione. Poco avvezzo al commento di manifestazioni del
genere, ha peccato sia nel coinvolgimento del pubblico sia nella
spiegazione di quello che succedeva in pista.
Per i Drift Dancers si tratta di una giornata di studio; imperativo
trovare una traiettoria che permetta di far scorrere la macchina
con una derapata lunga e fluida. Alboino si dimostra il più
efficace e si piazza al sesto posto a fine giornata seguito da
Gasss. Davanti ci sono due piloti svizzeri bravi e a bordo di
BMW specificamente e validamente preparate, una Nissan 200SX e
un paio di Porsche.
Per riaversi dallo stress della gara, cioè dal freddo,
la serata viene spesa nell'ingurgitare quanto più cibo
e vino si riesca.La vita da atleti da i suoi frutti la domenica.
Alboino ormai padroneggia alla grande la situazione e solo i due
svizzeri riescono a far meglio di lui.
|
|
Anche Gigi, che aveva il compito più complicato vista la
difficoltà di gestire la sua MR2 in una curva così
atipica, tira fuori tutta la sua abilità e finisce quarto
ad un solo punto da Alboino. Anche per gli altri la giornata e
buona; Gasss riconferma il piazzamento di sabato, con l'unica
berlina quattro porte in gara, e anche Luky da spettacolo.
Fortunatamente
e inspiegabilmente il Locatese Volante è terzultimo; così
per un paio di settimane si saprà chi sfottere
Per concludere qualche considerazione di ordine generale fatta,
lo ripetiamo, con spirito costruttivo e propositivo.
La
concomitanza con l'Autokit, geneticamente più votato all'estetica
ed al sound piuttosto che alla pista, e qualche mancanza dell'organizzazione,
soprattutto per l'aleatorietà degli orari, per la scelta
del tracciato e per il servizio di speakeraggio, non hanno permesso
di far apprezzare in pieno a pubblico e partecipanti il potenziale
in termini di spettacolo e divertimento che il drifting può
offrire. Per contro si è aperta un'epoca; il drifting è
sbarcato in Italia e miglioreranno organizzazioni e piloti. Proprio
sul fronte dell'organizzazione qualcosa bolle in pentola. Siamo
convinti che il drifting possa avere manifestazioni interamente
dedicate, senza dover condividere spazi e attenzioni con altri
eventi. Come si dice? Provare per credere
Gasss,
02.03.2005
|