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Mi piace guidare, qualunque cosa. E non riesco ad annoiarmi.
Con le moto, quella del 2005 sarà la 17° stagione di gare. Continua
a piacermi, ad emozionarmi e appassionarmi. Cerco da sempre di farlo
professionalmente, con impegno e dedizione. Così le corse sono diventate
una parte del mio lavoro. La parte più affascinante. Anche divertente,
certo, ma di un divertimento che è subordinato all'aver fatto tutto
al meglio, un divertimento che mi godo dopo, a casa. Le automobili,
e il drifting in particolare, sono state un colpo di fulmine. Una
domenica di febbraio di molti anni fa, avevo voglia di pista ma
per le moto era troppo freddo. Mi dicono che a Monza si può girare
in auto… Guardo il Volvo 240 familiare e penso che una macchina
rossa in pista fa sempre la sua figura! In realtà la station svedese
nei rettilinei sembra ferma; in curva però il passo lunghissimo
la rende ultra prevedibili e i controsterzi sono facili e spettacolari.

Ecco, è stato in quel momento che ho capito di aver trovato
il "mio" divertimento; qualcosa che, legato alla mia passione, mi
diverte, mi rilassa e mi permette di passare giornate con appassionati
come me senza nessuna tensione. Certo, la voglia di migliorarmi
c'è sempre, ma non è il cronometro il giudice. Conta la tecnica,
la spettacolarità, l'inventiva, insomma quegli aspetti che quando
il problema è limare 2 decimi al giro, passano in secondo piano.
Insomma, 3 giorni in autodromo per una gara e la domenica successiva
in pista con gli amici per rilassarmi… Monomaniaco? Non credo, ma
può darsi. E poi lo dicevo; mi piace guidare, non me ne devo vergognare…>>

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