Il
piccolo Alboino, ormai cresciuto, all'età di dieci anni
ricevette dalla mamma la prima lezione di vita "come governare
una MINI90 California, nel viottolo di casa". Il passo era
ormai compiuto e la genesi del derapatore incallito, avviata.
In poco tempo il fanciullo dimostrò tutto il suo valore,
rubando dalle tasche dei famigliari e dei loro malcapitati amici
le chiavi delle macchine, quelle ritenute a suo insindacabile
giudizio più interessanti.
Nel
suo Palmarès ricordiamo tra le altre: una renault 5 prima
serie di colore blu carabiniere della sorella, una mini 3 cilindri
sempre della sorella acquistata dopo un inaspettato malfunzionamento
del motore renault (...), una Alfetta 2,0 a carburatori del padre,
un porsche 911 SC 3,0 del medico di famiglia, una Alfa 33 Quadrifoglio
Verde della mamma, venduta poi per un difetto alle bronzine dell'albero
a gomiti notoriamente conosciuto ai più come "fusione",
una Alfa 90 e successivamente una 164 sempre del padre tra l'altro
vittoriosa alla Milano-Livorno-Milano, gara di velocità
che si disputava a tratti sulla onorabile autocamionalcisa nei
primi anni '90, normalmente composta da un solo partecipante autogestito...
Dopo
l'adolescenza trascorsa smontando ed elaborado motori a 2 tempi
di vario genere, periodo nel quale i motociclisti della città
fecero la conoscenza di un malaguti fifty dalle tendenze crossistiche
dotato di doppio freno a disco anteriore e di una Aprilia 50 temutissima
ai semafori da tutte le modaiole 600 enduro della zona, venne
il momento della patente. Formalità espletata a tempo di
record, nell'unico caso conosciuto di applicazione sui libri del
ragazzo. Da quì la folgorazione finale, il nullatenente
Alboino pretese dalla famiglia per meriti scolastici (ed in effetti
era vero, la scuola aveva il merito di tenerlo distante dai danni
per almeno metà della sua giornata) l'acquisto di una vettura
aperta a trazione posteriore. Originariamente orientato sull'ultima
versione dell'immortale duetto, cadde nel tranello di una impertinente
saponetta giapponese, purtroppo però la piccola era molto
pretenziosa e Alboino dovette rivedere i suoi progetti. Da lì
a poco una conoscenza inaspettata gli permise di materializzare
il suo sogno, l'acquisto e la successiva importazione della preziosa
compagna dagli stati uniti resero possibile il tutto.
passato
dai sogni ai fatti nel 1995 con la partecipazione ad alcune prove
del campionato italiano rally, il nostro ragazzone (90 kg non
sono mica pochi) putroppo deve dedicarsi all'attività lavorativa
interrompendo ma non dimenticando la sua passione principale,
lasciare gomma sull'asfalto.
solo
molti anni più tardi, la volontà di sgranchirsi
nuovamente le ossa su di un circuito lo porterà a conoscenza
di un gruppo di amici, nuovi per lui e con le sue stesse passioni.
Incredibile ma vero, Alboino aveva trovato qualcuno che riuscisse
a capire anche le sue più assurde manifestazioni.
Con buona capacità di aggregazione, cominciò col
coinvolgere i bravi in puntate pistaiole, che divennero via via
sempre più frequenti, tanto da trovare consenso anche in
autodromi lontani da casa, che accoglievano il gruppo con puntuale
allegria (con un occhio di riguardo all'incasso della giornata).>>